Scoiattolo (Sciurus vulgaris italicus)

In Italia sono riconosciute tre sottospecie di scoiattolo rosso: nel nord troviamo Sciurus vulgaris fuscoater, diffusa anche in gran parte dell’Europa centrale e orientale, mentre nel centro e nel sud sono presenti due sottospecie endemiche (presenti solo in Italia), rispettivamente Sciurus vulgaris italicus e Sciurus vulgaris meridionalis.

Sciurus vulgaris italicus è presente nel centro e nel nord Italia e anche sui Monti Lepini, compreso il comune di Maenza.

Questa sottospecie è caratterizzata da una colorazione molto variabile del mantello dorsale e laterale che va dal tipico rosso vivo, al grigio e marrone, fino al nero, mentre il ventre è bianco.

Nell’area del comune di Maenza, gli individui fin’ora osservati sono caratterizzati dalla colorazione nera del dorso e dal ventre bianco. Ciò lo rende facilmente confondibile con la sottospecie endemica della Calabria (Sciurus vulgaris meridionalis), la quale è presente esclusivamente in questa regione ed è geneticamente diversa, a livello di aplotipi del DNA mitoncondriale, da tutte le altre sottospecie di scoiattoli comuni. Gli scoiattoli costruiscono un nido, di forma sferica di cm di diametro, costruito con rametti intrecciati, generalmente vicino al tronco o alla biforcazione dei rami.

All’occorrenza usano come nidi o luoghi di rifugio anche le cavità degli alberi. Il periodo degli accoppiamenti è in genere compreso tra gennaio e giugno, e i parti (gestazione di circa sei settimane) avvengono da marzo ad agosto.

Una grave minaccia alla sopravvivenza di questa specie, oltre alla distruzione dell’habitat a causa dell’azione dell’uomo, è l’introduzione dello scoiattolo grigio americano. Quest’ultimo è un forte competitore dello scoiattolo comune nell’utilizzo risorse e, per questo, può causare una drastica riduzione della sopravvivenza dei piccoli dello scoiattolo comune, influenzando così anche la sopravvivenza della popolazione dello stesso.

Foto: Vittorio Morletto, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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