Breve storia di Maenza

Un’epigrafe del II sec. rinvenuta nel muro adiacente la chiesa rurale di S. Eleuterio confermano le antiche origini di Maenza, la cui storia appartiene alle antichissime popolazioni delle civiltà pastorali italiche. I primi nuclei abitativi si sono sviluppati a seguito delle invasioni ad opera dei Saraceni, che hanno portato nel XI secolo all’abbandono della Privernum romana e alla nascita di nuovi centri sulle alture circostanti fra i quali oltre a Maenza, anche Sonnino, Roccagorga e Roccasecca dei Volsci. Tale territorio sarebbe stato ben presto consolidato e dominato da invasori di stirpe germanica. Nei secoli successivi la storia di Maenza si intreccia con le vicende feudali dominanti, che hanno visto  i Da Ceccano dominare Maenza per circa quattro secoli. Furono proprio quest’ultimi ad edificare la prima fortificazione  e a diventare i primi signori del posto. Numerose vicende si sono susseguite durante la loro dominazione, legate a problemi di alleanze e al rapporto con il potere temporale della Chiesa.

Con il  testamento del 1384 di Margherita Da Ceccano il feudo passa al figlio Raimondo (Raimondello) De Cabannis e successivamente a Margherita De Cabannis, figlia di quest’ultimo, andata in sposa a Francesco Caetani, che divenne così signore di Maenza tra il 1416 e il 1417.

Nel 1581 a causa di alcuni debiti contratti dagli eredi di Cristoforo Caetani, il feudo fu venduto tra il 1605 e il 1606 al cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di Clemente VIII. In pochi anni la linea maschile degli Aldobrandini si estinse e questi avendo avuto solo come erede una figlia femmina, Olimpia, tutto il patrimonio della famiglia andò a lei. Nel 1638 Olimpia sposa Paolo Borghese, il feudo divenne quindi Aldobrandini-Borghese fino al 1777. Successivamente il feudo fu venduto al Cardinale Antonelli di Sonnino  e da questi ai Conti Pecci di Carpineto, famiglia che diede i natali a Papa Leone XIII. I Pecci avevano anche altre proprietà a Maenza tra cui due palazzi; Papa Pecci, molto legato a questi luoghi, fece ricostruire la cattedrale di San Maria Assunta in Cielo e donò alla stessa molte opere d’arte e istituì un “educandato per le fanciulle di civil condizione” diretto dalle suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue.

Nel 1930 gli eredi della famiglia Pecci vendettero le proprietà al commendatore Ercole Micozzi di Roma, tra cui il castello, che messo all’asta nel 1965 fu acquistato dalla provincia di Latina e restaurato.

Tra le vicende storiche importanti che hanno colpito il paese: la rivolta del marzo 1911, l’epidemia spagnola del 1918 e il bombardamento del secondo dopo guerra che ha portato alla distruzione nel 1944 di una parte del centro abitato. Nel 1928 infine, la soppressione del comune di Maenza, accorpato a quello di Priverno, tornato poi sede comunale nel 1947.